Un nuovo caso per l’ispettore Facebook…
Moralisti e cari censori del web fate pure un passo indietro: la social utility sale, di diritto, agli onori della cronaca, contribuendo, e non poco, a quello che è stato definito, con orgoglio, “il primo grande arresto via Facebook”. Che la community Facebook avesse mille pregi, era fuor di dubbio, ma forse in molti, me compreso, non immaginavano quanti e quali potessero essere ancora le infinite possibilità (nascoste) offerte dalla “piccola” creatura di Zuckerberg.
Qualcosa e’ successo a Queenstown (Nuova Zelanda) e la notizia dell’accaduto in breve tempo è rimbalzata via web in tutti gli angoli del pianeta. Un giovane ventenne del piccolo centro neozelandese (poco più di 9000 abitanti) decide che martedì è il giorno adatto per svaligiare un pub della sua cittadina: in tarda notte (flex in spalla) si arrampica sul tetto, e, passo dopo passo, riesce ad entrare di soppiatto nel locale; quando finalmente raggiunge la camera con la cassaforte, ahimè, iniziano, però, i problemi: la stanza è piccola e fa tanto caldo, il passamontagna che ha sul viso comincia a far sudare, così come i guanti alle mani; il tempo, intanto, scorre inesorabile e la cassaforte non ne vuol sapere di cedere alle forzature. Qui allora la svolta, il lampo di genio che etichetta il giovane neozelandese a indiscusso “talento del crimine”: stravolto da uno stato d’animo misto a disperazione/esasperazione, sfila il passamontagna dal viso regalando, così, alle telecamere a circuito chiuso il suo bel primo piano. La polizia, giunta sul luogo del misfatto, pensa bene di sfruttare al meglio le immagini regalate alle fan dal Lupin di Queenstown prima della fuga e, invece di “immobilizzarle” in ricerche e indagini senza esiti, decide di inserirle sull’account del distretto, chiedendo, di fatto, un aiuto alla community per poter rintracciare il fuggitivo.
Risultato??? In meno di ventiquattro ore, il ventenne è individuato e arrestato. “Certo, Facebook non ci permetterà di scovare tutti i delinquenti, ma già il fatto che ci può aiutare è una cosa positiva…” dichiarerà poi inorgoglito il capo della polizia nonché artefice dell’idea, sottolineando il fatto che dopo l’arresto centinaia di persone hanno aggiunto il distretto tra gli “amici” di Facebook, in un impeto, forse, di puro “collaborazionismo anti-criminalità”.
Creato così il precedente, arriverà, credo, un secondo caso simile, poi un terzo, un quarto e così via…nuove indagini poliziesche attendono di essere risolte dall’ispettore Facebook…ma al di là di ironici giochi di parole, un dato è però certo e fa riflettere: il portale di Harvard è in continua evoluzione…il “libro delle facce” cambia volutamente e costantemente contorni e forma…oggi da annuario universitario diventa archivio-segnaletiche…e domani??? chissà…
Dopo
Dopo 7 anni di matrimonio e numerose voci sulla crisi del loro rapporto
La notizia è di quelle curiosissime, che mi fanno impazzire...








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